Finalmente è primavera! Ormai il sole è già sorto quando esco di casa, un fatto inequivocabile che i giorni si stanno allungando.
Negli ultimi giorni ho passato un periodo di depressione. Sia artistica che fisica. Forse sentivo il cambio di stagione. Probabile, visto che ieri ha smesso di piovermi addosso. Comunque sia non avevo voglia di fare niente, di pensare a niente, di mangiare niente. Però soprattutto l'ultima cosa non era totale. E come si fa a non pensare? Alle volte vorrei davvero sapere come si spegne il cervello per un po'. Mi sentirei davvero meglio...
La cosa brutta, anzi orribile, di questa mia depressione è il fatto di non trovarne un motivo valido. Non è morto nessuno, la mia pianta di pomodori cresce rigogliosa (la dovrò trapiantare) e il tempo comincia a essere meno nuvoloso. E in più sono fioriti anche i ciliegi. Meglio di così? Eppure mi è bastato non sentire la persona che più amo al mondo per farmi andare in tilt. Sono finito in quel vortice di emozioni che si susseguono. Tristezza, rabbia, amore, abbandono, voglia di solitudine. Sospiro. Almeno adesso sto meglio. Sento ancora una presa al cuore, una sensazione spiacevole, ma che almeno fino a venerdì sera non passerà. O almeno credo. Dovrebbe. Spero.
Ultimamente si sentono tanti cinguettii. Non so quale sia l'uccello che fischia come un umano e poi cinguetta come un telefono, ma continua a svolazzare intorno alla casa. Ma neanche la primavera mi ha portato un lavoro. Almeno fin'ora. Solo qualcuno che credo io sia un "extracomunitario" e vuole che venda prodotti all'aloe. Gentile, ma... no grazie. Preferisco lavorare in negozio. Non mi fido di questa cosa della vendita. Troppo bello per essere vero, troppi guadagni. Troppo aspetto da bufala grande e grossa.
Sto tornando ad amare la musica classica. Avevo dimenticato questa mia passione per una delle poche cose che l'uomo non può (ancora) usare come armi. Vorrei tanto riprendere pianoforte o anche violino. Ma c'è quel piccolo problema che ho citato sopra...
Avevo scritto già una volta (non in questo blog) sulla mia "relazione" con la musica. Per me la musica è una componente fondamentale. Se dovessi decidere tra l'abbandono della vista o del udito, sceglierei la prima. Meglio non vedere i colori che non sentire il fruscio del vento. Il cuore vede meglio degli occhi. Ironia della sorte porto gli occhiali e ho un timpano perforato, quindi non vedo ne sento bene. Che sfiga.
La musica oggi è diventata un prodotto, una "cosa" da vendere, comprare, impacchettare, smontare e rimontare. Un "oggetto". E questo non riesco a capirlo. Secondo me la musica deve essere libera da tutto e da tutti. Un cantante infatti è un vero cantante solo agli inizi, quando canta quello che vuole. Poi verrà impacchettato, ristretto, dipinto, incastrato. Canterà quello che vogliono gli altri. Quello che vende meglio. Quindi è venduto. Ed è un grande peccato, molti sono coloro con una fantastica voce che però finiscono con il diventare troppo commerciali. Così va il mondo di oggi.
Tornando alla musica. E' un piccolo miracolo, trovato (come molte altre cose) per caso. La musica è intrinsecamente bella. Il suono di un pianoforte, il canto di un'arpa, la melodia di un violino, il rombo dei tamburi. Senza parole si riesce a comunicare. La musica è arte. La musica è anima.
Ricordo che da piccolo la maestra di religione ci chiese di chiudere gli occhi, ascoltare la musica e pensare a Dio. Poi dovevamo disegnare sul foglio quello che abbiamo immaginato.
Sarà che non avevo capito che dovevamo disegnare "il volto di Dio", sarà che per me Dio non ha mai avuto volto (per non parlare di ciò che credo adesso), ma io fui l'unico a non disegnare un uomo con la barba e gli occhi spenti.
Non ricordo quale pezzo musicale avessi sentito, ma ricordo benissimo cosa ho visto e poi disegnato. La musica era triste, spenta. Nella mia immaginazione vidi un grande albero morto su una collina di terra arida e crepata. I violini cominciarono a giocare, le note a volare. Nella immaginazione del mio Io bambino vidi un arcobaleno volare verso l'albero, avvolgerlo dolcemente per poi sparire in lontananza. Ciò che era morto e secco, era tornato a nuova vita. La collina era verde e sul grande albero erano tornate le foglie scure.
La maestra quindi vide che ero l'unico che non vedeva Dio come un "essere umano" ma come una forza senza volto. Ne rimasi imbarazzato ma anche fiero.
Adoro la musica e chi la suona. Chi riesce a suonare uno strumento mettendo nelle note un pezzo del suo cuore, trasmettendolo a chi ascolta. Senza musica mi sentirei davvero perso.
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