lunedì 12 marzo 2012

軟風 Nanpuu

Ormai è arrivata... La primavera. Il sole caldo. Il risveglio del mondo.
La brezza che scivola giù dalla collina della Maddalena è calda, ma ancora porta il ricordo della neve che è caduta nemmeno tanto tempo fà.
Mi appoggio al tronco dell'albicocco nel giardino. L'anno scorso non ha fatto frutti, ma quest'anno è pieno di boccioli e alcuni sono già fioriti. Piccoli fiori dal colore tra il bianco e il rosa. Chiudo gli occhi.

La mia decisione di andare a vivere per conto mio si rafforza sempre più. Mi sento un parassita a stare ancora "ospite" a casa della cugina di mia madre. E in fondo, anche se siamo parenti, non è ne casa mia, ne la mia famiglia. Ho bisogno di libertà. Di lavorare per pagare l'affitto. Di vivere. Adesso sono ancora sospeso tra la comodità di avere tutto servito su un piatto d'argento e la voglia di fare a modo mio. Penso sia ora di spiccare il volo.

Intanto penso. Penso alla terra. Agli spiriti che ci circondano. A quell'ombra bianca che da un paio di giorni intravedo con la coda dell'occhio, troppo veloce per capire cos'è.
La terra è come una madre per l'essere umano. E l'essere umano è figlio della terra e come tanti figli, sfrutta il proprio genitore, anche ferendolo. Ma la madre terra ci perdona, perché siamo suoi figli. E anche se si arrabbia, se ci sono catastrofi immense alle volte, manda sempre e comunque la primavera. Ci fa vedere spettacoli meravigliosi come la fioritura dei cigliegi, lo sbocciare dei semi che abbiamo piantato. L'uomo si dovrebbe limitare. Non deve neanche rinunciare a niente. Deve solo trovare un equilibrio con questo nostro ecosistema. Ne sarebbe capace in fin dei conti. Allora perché non lo fa?

L'essere umano non è un mondo a parte. Non capisco perché alle volte la gente pensi che "l'uomo" sia superiore, la corona della creazione. L'uomo è un animale. Un mammifero. "Evoluto"...  chissà quanto. In fondo, le scoperte dell'uomo, le sue invenzioni, non sono sue creazioni. Ha solo trovato un modo di usare qualcosa che c'era, che c'è sempre stata.
Le onde radio non le ha create l'uomo. La penicillina non l'ha creata l'uomo. Il vapore delle prime macchine non l'ha creato l'uomo. La gravità non l'ha creata l'uomo e la sua formula è solo un'altra forma per descriverla. Tutta la scienza c'era già da sempre, solo che l'uomo non era in grado di capirla. Per questo però ha il diritto di chiamarsi "corona della creazione"? Se Dio è un essere perfetto, come mai ha creato l'uomo, l'essere più imperfetto che esista sulla terra? Allora Dio non è perfetto. E forse l'ha pensato già qualcuno di più inteligente di me e più famoso di me, ma non importa.

Una legge della fisica dice: L'energia non va mai persa, cambia solo forma. È una legge universale. L'anima è un'energia, l'energia dei sentimenti, dei pensieri e così via. Allora è molto più sensato pensare che l'anima dopo alla nostra morte torni in un'altra forma, rinasca ancora e ancora. Perché se andasse in "cielo", in "paradiso", all' "inferno" allora la sua energia verrebbe persa per sempre. E se quindi viene persa energia ogni volta che muore qualcuno (e intendo anche le "cose"), da dove viene l'energia che è intrinsica a una nuova vita, un nuovo essere?

Mi stacco dai miei pensieri e mi preparo per andare a lezione. Nel vento, nel cuore, sento un legame con ciò che mi circonda. Avevo dimenticato questa sensazione. Anche il rumore delle automobili, il fruscio dell'aria che smuovono, tutto mi sembra parte della natura.

Se solo l'umano capisse che tutto ha un limite...

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